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Al Bellini torna la magia di Elvira e Jouvet con Toni Servillo

8/1/2019 - Dopo una lunga tournée internazionale, da oggi al 20 gennaio torna al Teatro Bellini di Napoli Elvira, la creazione con cui Toni Servillo ha coraggiosamente portato in scena alcune delle lezioni di teatro di Louis Jouvet.



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Rete Civica Metropolitana

Dopo una lunga tournée internazionale, da oggi al 20 gennaio torna al Teatro Bellini di Napoli Elvira, la creazione con cui Toni Servillo ha coraggiosamente portato in scena alcune delle lezioni di teatro di Louis Jouvet. 

“Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio – spiega l’attore e regista – con un maestro e un’allieva davanti a un sipario tagliafuoco che non si alzerà mai, un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio”. “Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière – continua Servillo - consiste nell’opportunità di assistere ad una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano, spinti dalla necessità ossessiva della scoperta”. 

Oltre a Servillo, che interpreta Louis Jouvet e firma anche la regia, sulla scena ci saranno Petra Valentini (Claudia/Elvira), Francesco Marino (Octave/Don Giovanni) e Davide Cirri (Lèon/Sganarello). Il lavoro è tratto dalle sette lezioni che Jouvet, grande riformatore del teatro del Novecento, impartì nel 1940 alla giovane attrice Claudia, per prepararla all’interpretazione dell’ultima scena del personaggio di ‘Elvira’ nel Don Giovanni di Moliere, e che furono raccolte in un volume dall’autrice e regista svizzera Brigitte Jacques, qui nella traduzione di Giuseppe Montesano.

“Jouvet – sottolinea Servillo – formula, a proposito dell’attore, la famosa distinzione comédien/acteur e dice precisamente: ‘il comédien è per così dire il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega sé stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno’. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi”.

Un’occasione, quindi, per scandagliare dal di dentro il ruolo dell’attore e del teatro stesso.

I costumi sono di Ortensia De Francesco, le luci di Pasquale Mari, i suoni di Daghi Rondanini. Aiuto regia Costanza Boccardi

Lo spettacolo è una coproduzione tra il laboratorio napoletano “Teatri Uniti” e il Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa.